Caso Ilva: ancora fumo negli occhi dei tarantini?

downloadNel giorno del rinvio a giudizio di 44 persone fisiche, tra cui Nichi Vendola, e tre società, si torna a discutere delle telefonate tra l’ex governatore pugliese e Girolamo Archinà, ex responsabile dei rapporti istituzionali del colosso siderurgico tarantino. Su Vendola pesa l’accusa di concussione aggravata in concorso con Archinà, con l’ex vice presidente di ‘Riva Fire’, Fabio Riva, con l’ex direttore dello stabilimento, Luigi Capogrosso, e con il legale dell’Ilva, Francesco Perli. Ancora tanti sono i dubbi sulla realtà dei rapporti tra Vendola, Archinà, ed il direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato. Secondo l’accusa, Vendola avrebbe esercitato pressioni sul direttore per ‘ammorbidire’ le posizioni dell’agenzia pugliese nei confronti dell’azienda tarantina, che presentava tassi eccessivamente alti di benzo(a)pirene: un idrocarburo di cui, da anni, ne è stata confermata la cancerogenicità. Il maxiprocesso per disastro ambientale ha già visto condannati con rito abbreviato don Marco Gerardo, ex segretario dell’ex arcivescovo di Taranto Papa, e l’ex consulente della Procura ionica, Roberto Primerano, rispettivamente, per favoreggiamento personale e falso ideologico.

Le reazioni

«Sento insopportabile la ferita che mi viene inferta da un’accusa che cancella la verità storica dei fatti – ha dichiarato l’ex governatore pugliese – Ho rappresentato la prima e l’unica classe dirigente che ha sfidato l’onnipotenza dell’Ilva e che ha prodotto leggi regionali all’avanguardia per il contrasto dell’inquinamento ambientale a Taranto». E aggiunge: «Per chi come me crede nei valori della giustizia e della legalità oggi e’ un giorno di delusione e di amarezza. Ma vado a processo con la coscienza pulita di chi sa di aver sempre operato per il bene comune». «Sembra, anche se poi dobbiamo leggere le motivazioni, che l’istanza accusatoria portata avanti dal mio ufficio abbia trovato quasi completo accoglimento», ha dichiarato il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, commentando la decisione del giudice dell’udienza preliminare Vilma Gilli. Proprio Franco Sebastio lo scorso anno, ai microfoni di Medi@terraneonews (la vecchia testata del Master in giornalismo di Bari), disse: «Nel corso degli anni qualcosa di non positivo nel rapporto tra media tarantini ed Ilva c’è stato». In questo servizio, realizzato dalla sottoscritta (Chiara Buratti) e da Valentina Castellaneta, Pietro Capuano, Massimiliano Marracino e Rossella Petragallo, emerge quanto ‘fumo negli occhi’ (così si intitola il reportage) dei tarantini sia stato gettato da parte di alcuni mass media locali. “Linee editoriali ‘pro Ilva’ in cambio di denaro, sotto forma di contratti pubblicitari, da parte della ditta” si legge in un’annotazione della polizia giudiziaria nell’ordinanza di “Ambiente Svenduto” emessa dal gip Patrizia Todisco.  Per capirne di più, guardatevi il reportage in concorso per il ‘Premio Ischia’ 2013. Si ringraziano per la collaborazione (in ordine di apparizione): Francesco Casula (Il Fatto Quotidiano), Mimmo Mazza (La Gazzetta del Mezzogiorno), Alessandra Congedo (Inchiostro Verde), Fulvio Colucci (La Gazzetta del Mezzogiorno), Vincenzo Curcio (Cittadini e lavoratori liberi e pensanti), Maristella Massari (La Gazzetta del Mezzogiorno). 

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