Dalla Francia alle Filippine in bici per consegnare fondi umanitari

A Barsento

A Barsento

Non è mai troppo tardi per fare il giro del mondo. Marco Buonomo e Tiphaine Cheveau lo sanno bene. Non lo compiranno in 80 giorni, ma in più di due anni, dato che si stanno spostando di città in città in sella ad una bicicletta. A differenza dei protagonisti del celebre romanzo di Verne, Marco e Tiphaine non vinceranno nessun premio in denaro, anzi. Saranno proprio loro a donare ai ragazzi filippini i fondi raccolti grazie al loro progetto ‘Cyclolenti‘ in sostegno all’iniziativa ‘Life Project 4 Youth‘, che aiuta le persone in difficoltà a trovarsi un’occupazione e riscattarsi. Proprio le Filippine saranno,  soltanto (e Marco ci tiene a ribadire: “soltanto”) secondo la carta, la loro meta finale. «Una volta consegnati i fondi che avremo racimolato grazie ai nostri sostenitori, non so quello che faremo. Di certo, l’idea di tornare subito a casa non ci piace molto», confessa Buonomo, che vorrebbe proseguire alla volta del mondo e alla scoperta di realtà ecosostenibili. Queste ultime rappresentano il secondo, e non meno importante, scopo del loro incredibile viaggio: la ricerca dell’ecosostenibilità. Marco e Tiphaine, infatti, sono partiti dalla Francia chiedendosi, oltre ai mille dubbi che avevano prima di partire, se nel mondo vi siano realtà completamente ecosostenibili. «Prima lavoravo in una multinazionale. Il mio compito era quello di vendere cose inutili; oggetti che a noi sembrano beni primari ma che, in realtà, sono assolutamente privi di utilità», racconta il ragazzo casertano, che ha deciso di intraprendere questa nuova vita in seguito al licenziamento.

a Noci

a Noci

Mentre lavorava ancora per la multinazionale conobbe Tiphaine, sua attuale compagna di vita e di viaggio. La ragazza, ingegnere meccanico, lavorava per un’azienda francese in Italia. Marco e Tiphaine si sono conosciuti ad una festa, e da quel momento non si sono più persi di vista, anzi. Lui, dopo il licenziamento, si è trasferito in Francia, dove ha lavorato in una fattoria organica messa in piedi da un piccolo genio ingegnere informatico. Quell’esperienza per Marco ha significato tanto, anzi, ha significato tutto. Dopo il lavoro nella fattoria, infatti, il suo modo di vedere il mondo e di apprezzare la vita si è completamente rivoluzionato.  «Prima avevo un bel lavoro, guadagnavo parecchio e dal punto di vista economico ero assolutamente stabile e soddisfatto. Ma non ero felice. Il licenziamento, per me, ha rappresentato una grande opportunità. Ho scoperto che non si vive per lavorare, ma si lavora per vivere», dice Buonomo. Detto fatto, Tiphaine ha lasciato il suo lavoro e la giovane coppia ha passato gli anni successivi ad organizzare una nuova vita su due ruote tra realtà sconosciute.

Il viaggio

a Konya

a Konya

Le ragioni per cui Marco e Tiphaine hanno intrapreso questa esperienza le abbiamo già elencate, ma non abbiamo, banalmente, detto che hanno unito l’utile al dilettevole. La ricerca e la conoscenza di altri mondi così lontani da noi, così spesso sorprendenti, si sono ben amalgamate con la scoperta di realtà ecosostenibili e la consegna dei fondi nelle lontane Filippine. La solidarietà, in questo caso, si è fusa perfettamente con la curiosità. «Gli spostamenti in bicicletta ci hanno permesso di conoscere a fondo gli abitanti dei tanti luoghi che abbiamo visitato. Ci siamo potuti fermare ogni volta che lo abbiamo desiderato. Siamo stati invitati a pranzi, cene, feste. Le gente del posto ci ha ospitati a dormire in casa propria, come se ci conoscessero da sempre. E c’è stato tempo anche per un sorriso», racconta, entusiasta, il giovane. Proprio per questo la straordinaria iniziativa si chiama ‘Cyclolenti’: ‘Cyclo’ sta per la bicicletta, anzi, più precisamente identifica le ruote della bici, che la coppia si immagina come un bel paio di lenti da cui osservare il mondo, il suffisso ‘- lenti’ si riferisce alla velocità di spostamento che, come abbiamo detto, ha permesso ai due di conoscere, anziché osservare da turisti passivi.

Come trattenersi dalla tentazione di fare mille domande ai due viaggiatori, di chiedere consigli e precisazioni su come sono riusciti, finora, ad affrontare il lungo viaggio, iniziato un anno e quattro mesi fa? Complice la loro grande pazienza, li abbiamo interrogati 🙂

Giornalista: «In tanti, come me, si stanno chiedendo: “Come è possibile12038072_10156115822555010_5466978451275910797_n intraprendere un tale viaggio avendo a disposizione poche risorse economiche?”».

Viaggiatori: «Anche i soldi spesso non sono indispensabili per viaggiare. Certo, ci si deve accontentare,. Noi non abbiamo mai dormito in albergo eccetto quando sono venuti i genitori di Tiphaine a trovarci. Abbiamo una tenda che è la nostra casa e, quando incontriamo qualche famiglia ospitale (e fuori dall’Europa è capitato spessissimo), la famiglia stessa ci supplica di fermarci per la notte».

Giornalista: «Toglietemi una curiosità, ma come vi siete organizzati per portarvi via l’abbigliamento necessario per due o più anni e, soprattutto, adatto a climi ogni settimana differenti?».

Viaggiatori: «Semplicemente non ce l’abbiamo. Ah – ah – ah!! (risata) Anche della maggior parte dei capi d’abbigliamento che reputiamo indispensabili, in realtà, se ne può fare a meno. Noi, per esempio, siamo partiti con una borsa dove abbiamo vestiti adatti ad ogni stagione e materiale tecnico, in un’altra abbiamo quello che ci serve per vivere in autosufficienza, in più ci portiamo dietro una tenda, un sacco a pelo ed un materassino, un fornellino ed una pentola ed il kit di pronto soccorso. In spalla non mettiamo niente eccetto, saltuariamente, uno zainetto che riempiamo solo in casi di difficoltà. Figurarsi che, a ripensarci, siamo stati costretti a regalare dei vestiti!!».

Giornalista: «Ci sono stati momenti davvero difficili?».

Viaggiatori:«Nel deserto del Kazakhstan. Un’esperienza indimenticabile, negativamente. La cosa più difficile da imparare è stata la gestione delle bottiglie d’acqua. Ne avevamo 15 litri a testa e pesavano parecchio perché sono il doppio del peso che siamo abituati a trasportare. Abbiamo passato due intere settimane senza vedere altre forme di vita eccetto noi due. Nessun punto di ombra, neanche a piangere, con la sabbia che, appena tirava un filo di vento, si alzava e ti comprometteva la vista. Ce la siamo vista brutta, ma ne siamo usciti sani e salvi, fortunatamente!».

Giornalista: «E, invece, che cosa vi ha sorpreso di più delle tante nazioni visitate, sino ad oggi?».

Viaggiatori: «Ci ha sorpreso la Georgia, ma soprattutto, ci hanno sorpreso i georgiani, coloro che, per mia definizione, ‘crescono felici inconsapevolmente’, nella più grande accezione di ospitalità e solidarietà che si possa immaginare. Là abbiamo persino conosciuto un agricoltore che ha scoperto che molto spesso le intolleranze al glutine non sono dovute dall’alimento in se, ma dalla raffinazione di questo, che ne elimina la parte nutriente. I semi di grano antichi, invece, sono commestibili anche per un celiaco».

11750648_10155875015875010_2586642870834380723_n

in Azerbaijan

Un viaggio incredibile quello dei due temerari che non hanno nessun passato da ciclisti, né, prima di un anno e mezzo fa, andavano spesso in bicicletta. Ora, per i due viaggiatori sono quasi le undici; si trovano in Kyrgyzstan. Marco si è appena ripreso da una brutta caduta (a piedi!!) che gli è costata due settimane di ricovero nell’unico ospedale sulle montagne del Tajikistan a causa di una micro-frattura e di una lesione alla testa. Fino ad ora hanno percorso, all’incirca, 8.500 chilometri in sella alle loro formidabili biciclette, che hanno sostituito in Italia con bici più robuste ed adatte a sopportare il lungo viaggio tra deserti e montagne. «Non abbiamo avuto grossi problemi con i nostri ‘motori’ presi in Italia. Soltanto una volta, in Uzbekistan si è bucato il telaio, dalla parte dove attacchiamo il portapacchi, ma è accorso in nostro aiuto un camionista che ci ha accompagnati dal carrozziere e ci ha gentilmente offerto vitto e alloggio per la notte», precisa Marco, ed aggiunge: «Molto spesso ognuno di noi si scoraggia di fronte alle avversità. Ecco, se c’è qualcosa di importante che questo viaggio mi ha insegnato è proprio il fatto che, nelle situazioni difficili, la soluzione è più facile da trovare di quanto sembri. Quasi sempre siamo noi che siamo ciechi e non ce ne accorgiamo».

Lezioni di vita

Durante il lungo e cammino Marco e Tiphaine non hanno imparato solo a sapersela cavare, ma hanno compiuto un vero e proprio lavoro di introspezione e conoscenza di sé; dei propri pregi e difetti dei quali, probabilmente, altrimenti non sarebbero mai venuti a conoscenza.  «Grazie a questa esperienza, adesso poche cose ci spaventano. Abbiamo imparato a relativizzare tutto, a ‘zoomare’ su una realtà, a vedere ‘oltre le colline’. Di problemi ce ne sono stati tanti e ce ne saranno altrettanti, ma ci sentiamo molto più tranquilli nell’affrontarli», ammette il casertano. Tiphaine dichiara di essere diventata più flessibile, dopo un anno e mezzo di viaggio. Si è resa conto che la terra offre tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il problema è che, al giorno d’oggi, queste offerte non sappiamo coglierle; troppo interessati al guadagno, troppo globalizzati, troppo capitalisti.

a Astakos

a Astakos

Adesso il loro viaggio proseguirà alla volta della Cina, Cambogia, Iran e Malesia per giungere a destinazione, nelle Filippine. In un futuro (molto prossimo!) la coppia avventuriera vorrebbe tornare a casa, per dar vita ad altri progetti o entrare a far parte di progetti simili a questo. Marco, infine, ci dà un ultimo consiglio: «Non voltatevi mai indietro. Ascoltatevi sempre. Cercate di capire quali sono le vostre esigenze, le vostre priorità e le futilità di cui, invece, siete circondati. E… non fate mai programmi, la vita è “improgrammabile”!».

Peri aiutare il progetto Cyclolenti, si può acquistare una maglietta a 20 euro, di cui 5 euro andranno in aiuto di Marco e Tiph per portare a termine il loro viaggio ed altri 5 serviranno per coprire le spese di spedizione. (Questo il link: Cyclolenti)

Per sostenere Life Project 4 Youth: Life Project

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...